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Summer School

19th Documentary Summer School
Immagini che costruiscono ponti, immagini che dividono

 

Contenuti:

Oggi siamo sommersi dalle immagini e quella che Susan Sontag definiva "l'insaziabilità dell'occhio fotografico" (Sontang,S. 1977) ha profondamente alterato la nostra relazione con il mondo.

La 18a Documentary Summer School riflette proprio sui modi in cui le immagini e le storie che vediamo e ascoltiamo formano e influenzano l'opinione che abbiamo delle persone e delle situazioni di cui non abbiamo esperienza diretta.

Giorno dopo giorno immagazziniamo nelle nostre menti, spesso a livello inconscio, milioni di immagini e storie: quale ruolo hanno nella formazione del nostro immaginario degli "altri", specialmente quando non abbiamo una relazione diretta con questi "altri"? La convivenza rispettosa tra le persone di diversa cultura, orientamento sessuale, origine, religione è oggi una questione cruciale in tutti i Paesi del mondo.

Ci sono modi di comunicare che possono ridurre la paura, la sfiducia e il rifiuto? Quali tipi di rappresentazioni audiovisive, come documentari e reportage, possono costruire ponti tra le persone e quali invece rischiano di dividerle?

La 18a Documentary Summer School si focalizzerà sulle modalità scelte dai registi per rappresentare gli "altri", intesi come le persone che, per qualche ragione, percepiamo come "diversi" da noi.

Siamo abituati a vedere immagini che, nel tentativo di attrarre la nostra attenzione, sottolineano ciò che è strano, diverso, scioccante o violento. Questo tipo di rappresentazione tende a sottovalutare o a rimuovere gli aspetti più universali e abituali della vita quotidiana che sembrano così non inesistenti.

Uno degli aspetti più problematici della rappresentazione audiovisiva degli altri "distanti" da noi è proprio la scelta o il rifiuto di utilizzare immagini scioccanti, violente o grafiche.

Le posizioni si dividono tra chi sente l'obbligo di mostrare, con l'obiettivo di suscitare una reazione morale; chi ritiene che mostrare immagine di questo tipo superi la soglia di rispetto delle persone coinvolte; chi ritiene inutile, o peggio "anestetizzante" l'operazione del "far vedere" anche gli aspetti più crudi e violenti della realtà. Il fotografo e documentarista Raymond Depardon ha scritto di essersi spesso vergognato della propria professione: "i fotografi sono a volte sono un po' ladri, avvoltoi e voyeurs" (Depardon, R, 2006). Da parte sua Susan Sontag ha spesso sottolineato il dilemma tra anestetizzazione e reazione morale, tra sentimentalismo e comprensione autentica della realtà cambiando anche posizione nel corso della sua opera (Sontag, S., 1977 and 2003).

Oggi, nell'era della rivoluzione digitale la facilità di produzione, diffusione e condivisione aumenta il potere delle immagini e rende urgente una rinnovata riflessione. Il conflitto etico con cui i registi devono confrontarsi è aumentato in termini di intensità e problematicità, ma si è anche esteso a tutta la società.

Ecco perché la 2018 Documentary Summer School si occuperà proprio di esplorare le questioni collegate all'uso di immagini scioccanti, violente o crude nell'ambito della rappresentazione degli "altri". Saranno confrontati diversi approcci che corrispondono anche a diverse direzioni intraprese nel corso della storie del documentario e della riflessione teorica che l'ha accompagnata:

a) il primo approccio sostiene che al fine di perseguire lo scopo ultimo e superior di "raccontare la verità" o "puntare la luce sulle ingiustizie", l'uso di immagini che potrebbero scioccare o mettere a disagio il pubblico è giustificato. In questi casi infatti l'immagine cinematografica viene trattata come una "prova" del fatto o della realtà della situazione che vivono "gli altri" e il regista deve adattare la propria etica allo specifico contest in cui opera. Questo approccio è stato ampiamente documentato in opera scritte da studiosi e documentaristi come ad esempio quella a cura di Joran Ten Brink e Joshua Oppenheimer intitolata "Killer Images", un'esplorazione del rapporto tra cinema e immagini violente. 

b) Il secondo approccio, invece, prende in esame l'effetto contrario che l'uso di immagini violente o scioccanti potrebbe generare. Come sintetizzato da Susan Sontag nel suo libro On Photography: "Le immagini trafiggono. Le immagini anestetizzano [...] l'immagine fotografata della soffernza non necessariamente scuote le coscienze o rifonorza l'empatia. Può anche corromperle".

Dunque in che modo la rappresentazione mediatica della sofferenza degli "altri" può farceli sentire più vicini o al contrario più lontani? Queste immagini possono aiutarci a emaptizzare con l'altro e dunque a comprenderlo meglio? Quali rappresentazioni sono in gradno di costruire ponti tra noi e i cosiddetti "altri"?

Attraverso l'analisi di documentari e il contributo di studiosi e documentaristi provenienti da diverse parti del mondo la 2018 Documentary Summer School discuterà delle questioni etiche collegate alla rappresentazione audiovisiva degli "altri" e alle eventuali linee guida che potrebbero essere implementate, o sono già in uso, in questo contesto.

 

Docenti:

Maria Cristina Lasagni è docente di cinema documentario all'Università della Svizzera italiana, e direttrice scientifica della Documentary Summer School (con il Prof. Gabriele Balbi). Ha diretto e realizzato numerose ricerche nel campo della comunicazione e dei media per istituzioni pubbliche e private tra cui RAI, L'Autorità Italiana delle Comunicazioni e lo Swiss Federal Office of Communications UFCOM. E' stata responsabile editoriale del canale educativo TVLTV Language della televisione digitale satellitare Stream e dirige da più di dieci anni il progetto radiofonico Psicoradio, in collaborazione con il dipartimento di salute mentale di Bologna. Ha realizzato diversi documentari sociali e prodotti audiovisivi per la formazione (Camera dei deputati, Fiom Nazionale, SDA Bocconi, Aziende sanitarie, Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna).
È stata membro di diverse giurie di premi sul documentario in Italia e all´estero.
È autrice di alcuni libri e di diversi saggi e ricerche sui temi delle comunicazioni e dei media. Il suo ultimo libro, Nanook cammina ancora, esplora la storia del documentario in stretta connessione con le questioni etiche, filosofiche e sociali.

Andrea Segre è un regista pluripremiato che ha diretto più di venti film, tra documentari e fiction. Nei suoi film esplora l'identità culturale ed etnica, il fenomeno della migrazione, la crisi economica e sociale. Il suo primo lungometraggio di fiction "Io sono Li" (2011) è il racconto dell'amicizia tra una giovane donna cinese che vive in Italia e un silenzioso pescatore di origine slave. Con questo film Segre ha vinto decine di premi internazionali tra cui il Premio Lux del Parlamento Europeo. Ha realizzato numerosi documentari tra cui "Ibi" (2017) che per la prima volta in Europa è interamente basato sull'auto-narrazione diretta e spontanea di una donna migrante, che racconta se stessa e la sua Europa ai figli rimasti in Africa. Questo documentario è stato anche selezionato al Festival di locarno lo scorso anno. Il suo ultimo lungometraggio di fiction "L'ordine delle cose" racconta la tensione tra Europa e immigrazione che sta mettendo in discussione l'identità stessa dell'Europa. Il film ha vinto lo Human Rights Film Network Award Special Mention al 74 Festival di Venezia. Andrea Segre è anche dottore in ricerca in Sociologia della Comunicazione e insegna etnografia visiva e comunicazione sociale.

Gilles Kepel è un politologo, orientalista e accademico francese, specializzato negli studi sul Medio Oriente contemporaneo e sulle comunità musulmane in Occidente. È professore all'Université de recherche Paris Sciences et Lettres (PSL) e direttore della cattedra Medio Oriente-Mediterraneo presso la stessa università, con sede all'École Normale Supérieure (ENS). E' anche direttore della MEM Freethinking Platform dell'Università della Svizzera italiana (USI). Kepel è laureato in arabo, inglese e filosofia e ha conseguito un dottorato di ricerca in sociologia oltre che l'abilitazione a Direttore di ricerca (HDR) in Scienze politiche. Si è specializzato nello studio dei movimenti islamisti contemporanei ed è stato visiting professor all'University of New York, alla Columbia University ed è stato nominato Senior Fellow all'Istituto di Francia per cinque anni (2010-2015). Kepel ha fondato ed è stato general editor della collana 'Proche Orient' della Presses Universitaires de France, composta da 23 volumi pubblicati tra il 2004 e il 2017. I suoi libri, tra cui "The Revenge of God" e "Jihad: The Trail of Political Islam", sono stati tradotti in più di 12 lingue. Di recente ha pubblicato "Terror in France: The Rise of Jihad in the West" (Princeton U. Press, 2017).

John Izod è professore emerito di Screen Analysis in Communications, Media and Culture alla University of Stirling. E' stato Head of Department e rettore della Faculty of Arts. Ha condotto un progetto di Ricerca triennale finanziato da Arts and Humanities Research Council, sull'autorialità nel cinema di Lindsay Anderson. Ha anche collaborato a numerosi altri progetti di ricerca finanziati dal fondo e sta contribuendo a inserire una prospettiva scozzese in un progetto di ricerca condotto dalla De Montfort University sul cinema muto britannico e la transizione al sonoro. Ha pubblicato numerosi libri tra cui: "Reading the Screen"; "Hollywood and the Box Office, 1895-1986"; "The Films of Nicolas Roeg: Myth and Mind"; "An Introduction to Television Documentary" (con Richard Kilborn); "Myth, Mind and the Screen: Understanding the Heroes of our Time"; "Screen, Culture, Psyche: A Post-Jungian Approach to Working with the Audience"; "Lindsay Anderson: Cinema Authorship" (con Karl Magee, Kathryn Hannan & Isabelle Gourdin-Sangouard) e  "Cinema as Therapy: Grief and Transformational Film" (con Joanna Dovalis).

Nevina Satta è CEO della Sardegna Film Commission, vice-presidente della Italian Film Commission Association (IFC), e un membro del board della Cineregio, il network EU del Regional Film Funds. E' docente di Film Producing and Directing in diverse università europee, e ha conseguito un dottorato di Ricerca in Cultural Media Studies e Visual Anthropology a Milano, dove ha anche iniziato la sua carriera come regista e produttrice. Prima di tornare alla sua terra natale, ha vissuto e lavorato a Los Angeles e Milan, sviluppando e producendo film e documentari. Ha lavorato anche come consulente per festival cinematografici internazionali e ha sviluppato progetti formative. Tra le seu collaborazioni storiche quella con la Documentary Summer School di Locarno. Ha fondato insieme a suo marito The Traveling Film School, una NGO sostenuta dall'UNICEF. E' specializzata nelle questioni di sostenibilità all'interno delle industrie creative e nei fondi e nelle istituzioni che finanziano l'industria dell'audiovisivo.   

Condizioni di partecipazione:

La Documentary Summer School è aperta ad un massimo di 30 studenti universitari negli ambiti film, media e comunicazione, senza alcuna restrizione geografica. Anche neo-laureati, dottorandi ai primi anni e registi emergenti possono candidarsi. La quota di partecipazione è di 550.- CHF e comprende:

  • Lezioni e incontri con i registi (da lunedì 6 a venerdì 10 agosto 2018)
  • Sistemazione in ostello a Locarno con trattamento bed and breakfast (da domenica 5 a domenica 12 agosto 2018)
  • Accredito valido per tutte le proiezioni del Festival
  • Cena di chiusura con tutti i partecipanti dei programmi Summer Academy

Pasti (ad eccezione della prima colazione) e spese di viaggio sono a carico dei partecipanti. I partecipanti alla DSS possono usufruire di un servizio navetta gratuito tra l'aeroporto di Milano Malpensa e Locarno, previa prenotazione.

Candidature:

CANDIDATURE:

Le candidature devono essere fatte pervenire entro sabato 30 giugno 2018, nel caso di studenti che non hanno bisogno di un visto e giovedì 31 maggio 2018 per gli studenti che non hanno bisogno di un visto per arrivare in Svizzera.

Per candidarsi occorre inviare per email i seguenti materiali:

  • Curriculum vitae
  • Breve lettera di motivazione
  • Foto formato passaporto (max 1MB)

Le candidature verranno valutate dal comitato scientifico e le persone selezionate saranno informate via email entro due settimane dalla data di scadenza per le candidature.

Le Candidature vanno inoltrate a:

documentarysummerschool@gmail.com

Link ufficiale: https://pardo.ch/pardo/professionals/summer-academy/documentary-summer-school.html

Richieste di informazioni a:

Dr. Zhan Zhang

zhan.zhang@usi.ch

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